La Storia

All’inizio era il verbo, e il verbo era J-Dance …

Un dì, alcuni amici (un po’ di Rifondazione Sklero e un po’ di The Lemon Squeezers) si mettono a suonare e improvvisare senza meta e senza pretese; stupiti del risultato decidono di formare una band stabile e di iniziare a lavorare assieme all’insegna di quel genere musicale che avrebbero a breve battezzato come J-Dance.

E’ l’estate del 2002 e nasce The TravelGum J-Dance Quintet.

La formazione è delle più tipiche, unica eccezione è il Sax Tenore di Dario Acerboni a cui, sostituendo la voce non prevista nella formazione, è delegata la linea melodica dei pezzi. Alessio Mineni al Basso Elettrico e Davide Moroni alla Batteria costruiscono l’impalcatura ritmica dei pezzi su cui, Lorenzo Bicci alla Tastiera e Nicola Putzu alla chitarra, intarsiano le portanti armoniche.

Su una ritmica pulsante e spiccatamente dance si appoggiano quindi ricche armonie jazzeggianti; a cover incalzanti quali “Garota de Ipanema” e “Ain’t no Sunshine” si affiancano pezzi di produzione propria come “Snowballing“.

Il loro target è assolutamente atipico; nel 2004 suonano infatti in una esposizione di mobili in occasione di una serata culturale per la presentazione di un libro, nel 2005 suonano per una sfilata di moda all’insegna del riciclaggio e, sempre nel 2005, la splendida cornice di Piazza Paolo VI e del Jazz Festival li ospita per rappresentare, con Enzo Longo alla narrazione e Gaspare Bonafede alle percussioni, lo spettacolo “Un esodo per Gioco” tratto da un libro di Raffaele Castelli.

Nel 2007 iniziano un nuovo progetto di covers … se volete saperne di più seguiteli.